I grafici a torta sono uno dei tipi di grafico più riconosciuti — e più abusati — nella visualizzazione dei dati. Dopo aver analizzato migliaia di dashboard e report, ho visto grafici a torta usati in modo brillante e disastroso. Questa guida ti aiuta a capire quando funzionano, quando falliscono e come crearne di efficaci che comunicano davvero.
Cos'è un grafico a torta e come funziona?
Un grafico a torta è un grafico statistico circolare diviso in fette per illustrare proporzioni numeriche. Ogni fetta rappresenta il contributo di una categoria al totale; la lunghezza dell'arco (e quindi l'area) è proporzionale al valore che rappresenta.
La matematica è semplice: un cerchio completo = 100%, e l'angolo di ogni fetta si calcola come (valore / totale) × 360 gradi.
La psicologia dietro i grafici a torta
Le persone giudicano naturalmente bene gli angoli intorno a 0°, 90° e 180° — le direzioni cardinali. Per questo il 50% (metà) è immediatamente ovvio, il 25% (quarto) è facile da individuare, e tra 20–30% diventa difficile distinguere. Questa limitazione cognitiva è cruciale per capire quando usare un grafico a torta.
Quando usare un grafico a torta (le 5 regole d'oro)
Regola 1: massimo 5–6 segmenti
La ricerca cognitiva mostra che confrontare più di 5–6 elementi contemporaneamente è difficile. Oltre questa soglia, il grafico a torta diventa un miscuglio di colori.
Buon esempio: quote di mercato tra i top 5 competitor
Cattivo esempio: ripartizione dei ricavi per 15 categorie di prodotto
Regola 2: i segmenti devono essere chiaramente diversi
Con 23%, 22%, 21%, 20% e 14%, il grafico a torta fallisce. Le differenze visive sono impercettibili.
Regola del 5%: i segmenti adiacenti devono differire di almeno 5 punti percentuali per una distinzione visiva chiara.
Regola 3: stai mostrando relazioni parte–totale
I grafici a torta rispondono a una domanda: «Che parte del totale rappresenta questo?» Se confronti valori tra categorie (non proporzioni), usa un grafico a barre.
Regola 4: il tuo pubblico si aspetta percentuali
I grafici a torta funzionano meglio quando si parla naturalmente in percentuali: «Il marketing rappresenta il 35% del budget», «I mobile rappresentano il 62% del traffico», «Il prodotto A detiene il 45% di quota di mercato».
Regola 5: ordine e etichette chiari
Inizia con il segmento più grande alle 12 e disponi i segmenti in senso orario in ordine decrescente. Si crea un flusso di lettura naturale.
Quando NON usare un grafico a torta
Confrontare valori nel tempo
Non usare più grafici a torta per mostrare l'evoluzione nel tempo. Costringe il lettore a confrontare cerchi affiancati — un compito cognitivo quasi impossibile.
In alternativa: grafico a linee o a barre raggruppate
Confronti precisi
Se il pubblico deve determinare differenze esatte tra categorie, i grafici a torta falliscono. Quella fetta è 18% o 22%? Senza etichette è un'ipotesi.
In alternativa: grafico a barre orizzontali con valori mostrati
Valori negativi
I grafici a torta non possono rappresentare valori negativi. Con perdite, deficit o numeri negativi serve un altro tipo di grafico.
In alternativa: grafico a barre divergenti o a cascata
Più di 6 categorie
Con troppe fette il grafico a torta diventa illeggibile. La categoria «Altri» nasconde spesso informazioni importanti.
In alternativa: grafico a barre orizzontali (ordinato per valore)
Best practice di design
1. Iniziare alle 12
Posiziona sempre il segmento più grande alle 12. Segue la convenzione di lettura e rende il grafico più intuitivo.
2. Schema di colori logico
- Dati sequenziali: sfumature dello stesso colore (chiaro a scuro)
- Dati categorici: colori distinti e accessibili
- Evidenziare segmenti importanti: colore forte per il focus, toni attenuati per il resto
3. Etichettare in modo efficace
Tre strategie: Etichette dirette sulle fette: meglio per 3–4 segmenti; dentro le fette grandi, linee guida per le piccole. Legenda: accettabile per grafici semplici; legenda a destra o sotto, ordine come le fette. Approccio misto: percentuale sulla fetta, categoria in legenda; buon equilibrio tra chiarezza e spazio.
4. Considerare un grafico a ciambella
I grafici a ciambella (torta con centro vuoto) offrono: spazio centrale per metriche o totali, confronto degli archi un po' più facile, aspetto più moderno. Il buco ideale è 40–60% del raggio.
5. Evitare effetti 3D
I grafici a torta 3D distorcono la percezione. Le fette «davanti» sembrano più grandi. Usa sempre grafici a torta piatti 2D per una rappresentazione accurata.
Creare grafici a torta efficaci: passi
Passo 1: Validare i dati
Prima di creare: totale = 100% (o un tutto coerente), 6 o meno categorie, segmenti chiaramente diversi, nessun valore negativo.
Passo 2: Preparare i dati
Ordinare le categorie per valore (dal più grande al più piccolo). Calcolare le percentuali se lavori con numeri grezzi.
Passo 3: Scegliere i colori
Segmento principale: colore del brand o alto contrasto; altri: complementari o sequenziali; categoria «Altri»: sempre grigio o tono attenuato.
Passo 4: Aggiungere etichette con criterio
Per segmento: etichetta interna se >15%, esterna con linea guida se ≤15%, solo in legenda se <5%.
Passo 5: Titolo chiaro
Il titolo deve rispondere a «Cosa mostra questo grafico?» Debole: «Distribuzione vendite». Forte: «Il prodotto A guida le vendite Q4 con 38% di quota di mercato».
Esempi reali
Esempio 1: Allocazione budget (buon uso)
Ripartizione annuale: Operazioni 42%, Marketing 28%, R&D 18%, Amministrazione 12%. Funziona perché: 4 segmenti, differenze chiare, storia parte–totale naturale.
Esempio 2: Soddisfazione cliente (uso scorretto)
Risposte su scala a 5 punti: Molto soddisfatto 24%, Soddisfatto 26%, Neutro 22%, Insoddisfatto 18%, Molto insoddisfatto 10%. Fallisce perché: 5 segmenti di dimensione simile (tranne l'ultimo), dati ordinali più adatti a grafico a barre.
Esempio 3: Quota di mercato con attore dominante (ottimo uso)
Quote browser: Chrome 65%, Safari 19%, Firefox 8%, Edge 5%, Altri 3%. Eccellente perché: segmento dominante chiaro, differenze significative; esattamente il caso d'uso dei grafici a torta.
Alternative e quando usarle
Grafico a barre: più di 6 categorie, confronti precisi o valori positivi e negativi.
Treemap: dati gerarchici o molte categorie che formano un tutto.
Grafico waffle: proporzioni più precise della torta (es. 1 quadrato = 1%).
Grafico a barre impilate: confrontare parte–totale tra più gruppi o periodi.
Errori comuni e come correggerli
Troppe fette: raggruppare le categorie piccole in «Altri» (mantenere <10–15%) o passare al grafico a barre.
Fette esplose: tirare fuori le fette «per enfasi» distorce le proporzioni; usare contrasto di colore e tenere le fette unite.
Posizione di partenza incoerente: iniziare sempre alle 12, ordinare in senso orario per dimensione.
Etichette mancanti: almeno la percentuale su ogni fetta; nome categoria dove c'è spazio.
Scelta colori sbagliata: colori ad alto contrasto e testare accessibilità (es. daltonismo).
Grafici a torta in ChartGen
Con ChartGen: caricare o incollare dati con colonne categoria e valore → selezionare «Grafico a torta» → personalizzare colori, etichette e dimensione del buco della ciambella → esportare. ChartGen ordina i segmenti per dimensione, posiziona le etichette in modo ottimale, suggerisce quando un grafico a barre può essere migliore e genera palette accessibili.
Conclusione
I grafici a torta non sono buoni o cattivi di per sé; sono strumenti con casi d'uso specifici e limitati. Quando devi mostrare come le parti compongono un tutto con 5 o meno segmenti chiaramente diversi, i grafici a torta sono ideali. Per il resto, considera alternative.
Prima di crearne uno: i miei dati rappresentano parti di un tutto? Ho 6 o meno categorie? I segmenti sono abbastanza diversi visivamente? Il mio pubblico capirà le proporzioni senza valori precisi? Se una risposta è «no», un altro tipo di grafico sarà più adatto. Seguendo questi principi, i tuoi grafici a torta comunicheranno con chiarezza, appariranno professionali e aiuteranno il pubblico a capire i dati a colpo d'occhio.


